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Noi ci rivolgiamo a Maria, sul posto, presente, intima, e le diciamo:
“Tu, incomparabile capolavoro della Parola Creatrice,
Creatura nuova plasmata dallo Spirito Santo,
Figlia di Galilea, Sentinella dell'aurora,
Orecchio attento aperto al soffio della Chiamata,
Grande Vela spiegata nel Vento Pieno del Cielo,
Maria, risveglia in noi l'attenzione al Dio che parla!”
Naturalmente, l'essenza stessa di Maria, la sua struttura essenziale, è l'effusione di una parola divina. E la grande differenza tra le parole di Dio e le parole dell'uomo, è che le parole di Dio realizzano ciò che dicono, mentre le parole dell'uomo dicono belle cose, dei complimenti, degli incoraggiamenti, ma non sono creatrici. Mentre quando Dio parla, porta all'esistenza, passa dentro e con noi! Ecco perché Maria è un capolavoro unico.
Ed ecco, lei è una creatura nuova, perché c'è la vecchia creatura, dice San Paolo. Qual è la differenza tra la creazione vecchia ed una seconda che farà di voi una creatura nuova? Un influsso dello Spirito Santo, lo Spirito dei profeti, il soffio profetico che entra in un essere che già la parola creatrice costituisce nell'esistenza, il soffio profetico che sale dall'interno. Questo Soffio, che vi porta all'esistenza, vi permette di vedere e sentire le cose come Dio le vede, le sente e le realizza. Voi diventate qualcosa di nuovo, creatura di carne, creatura di spirito, creatura esteriore, creatura interiore, creatura vecchia, creatura nuova.
Sappiamo benissimo cosa significa essere una " creatura vecchia ". Ci succede innumerevoli volte, di essere costretti a riconoscere che non possediamo nemmeno un soldo di Spirito Santo. Ma tuttavia esistiamo. Non esistiamo poi così male. Arriviamo alla pensione, abbiamo una bella macchina, un bel parco, delle belle vacanze, ma non una briciola di vitalità divina che ci trascini in un'adorazione fremente, nell'entusiasmo della speranza, nella gioia divina, già attualmente posseduta... Creatura vecchia!
Penso che se venite in ritiro è perché, nel profondo, anche voi desiderate essere plasmati dallo Spirito Santo e ricevere questo secondo stadio del soffio. Considerate la parabola che sto per costruire: un razzo a due stadi. Ecco il primo motore che lo lancia, poi il secondo che riprende la spinta dove si trova e lo mette in orbita. Supponete che non ci sia il secondo motore, né l’accensione... Cosa fa il primo stadio del razzo? Ricade. Non può decollare. Una persona carnale non raggiunge Dio, ma una persona in cui avviene la seconda spinta dello Spirito Santo è una persona che conoscerà la consolazione di Dio, la condivisione dell'esistenza con Dio, la novità della novità, o la consolazione delle consolazioni.
Per Maria, a Nazareth, è successo qualcosa del genere. So che la parabola non è del tutto aderente, poiché già prima dell'Annunciazione, lei era plasmata dallo Spirito Santo e, dal momento del suo concepimento, c'erano in lei dei fremiti di cui, inizialmente, ovviamente, non era consapevole. Ma a che età ha raggiunto l'età della ragione, come si suol dire? A quattro anni, a sei anni, non lo so. In ogni caso, lo Spirito Santo con lei, dentro di lei, ha fatto un ottimo lavoro, e la bambina era già completamente attratta e orientata verso le cose di Dio.
Poi, al momento dell'Annunciazione, c’è in lei un nuovo soffio che viene. C'è questa voce che le parla, questa apertura che le viene proposta, e poi finalmente lei apre del tutto la sua grande vela ed è trascinata in un'avventura in cui ora continua a vivere Dio ancora più intensamente.
“Figlia di Galilea, Sentinella dell'aurora”
È piuttosto curioso che questa espressione "sentinella dell'aurora" sia semplicemente una traduzione abbellita, poeticizzata, della parola ebraica "Nazrath", Nazareth. Nazareth significa "colei che vigila". Chi era Maria, al momento dell'Annunciazione? Maria sentiva che le cose non potevano continuare così!
Se Maria, a Nazareth, non è visitata interiormente da un'ispirazione che la apre al mistero, il suo e quello del mondo, Maria rimane imprigionata.
Occorre che venga l'ispirazione; è il nostro tesoro personale. Una persona senza ispirazione è una persona prigioniera di se stessa sotto la propria calotta cranica, indipendentemente dai suoi tratti di genio scientifici, politici, simbolici o di altro tipo.
Di cosa si tratta? Dell'Eterno che viene da noi in visita, dimora in noi e ci fa dono di cose concrete. Maria di Nazareth, come una visionaria apocalittica, attendeva che da Dio venisse in lei la Rivelazione, portando la salvezza, per lei e per il mondo. Perché Maria – è questa la sua grazia e la sua ricchezza – ne aveva abbastanza di essere una donna come le altre. E ne aveva abbastanza che tutte le donne fossero donne come lei stessa era donna. Desiderava fortemente del Divino nella condizione umana, e il suo desiderio ha fatto venire l'ispirazione che l’ha riempita e che le ha dato la risposta.
Dio può entrare in azione e può essere fatto entrare in azione solo dal desiderio dei nostri cuori. Ma perché? Perché Dio è libertà sostanziale e in nessun modo può esercitare pressione. Se Maria non l'avesse desiderato, l'angelo non avrebbe mai osato avvicinarsi a lei. È chiaro che l'ispirazione non ci viene perché non la desideriamo. Veramente, vorremmo essere ispirati? Comprendiamo cosa questo esige? Essere ispirati significa, prima di tutto, aprirsi al nuovo. Ora, come sappiamo, non c'è nulla, come si dice, che spaventi di più la natura umana che accettare una idea nuova. Chi dice ispirazione dice sconvolgimento degli schemi, dei modi di vedere, di conoscere, di amare, di operare: forse un completo capovolgimento di rotta nei nostri orientamenti. "Personalmente, preferisco non essere ispirato; in questo modo, rimango fedele a me stesso"... Attenzione!
In secondo luogo, se ricevete un'ispirazione, sappiate in anticipo che non è per voi soli, che dovrete proclamare questa ispirazione, scrivere questa ispirazione, condividere questa ispirazione. "Sono felice di ricevere un’ispirazione, una grazia, ma come ha detto Marius, 'La tengo per me'. Questo è la morte. State tranquilli, Dio non ci riproverà. Dato che non trasmettete nulla agli altri, Dio troverà qualcun altro che la trasmetterà. Ci sono molte cose su cui occorre riflettere. Pregare significa rivolgersi a Dio e agli altri, e ricevere significa condividere. Non ci sarà ispirazione se dentro di noi non c’è questa disposizione.
Orecchio attento aperto al soffio della Chiamata,
Sentinella dell'aurora,
Grande Vela spiegata nel Vento Pieno del Cielo ",
Conoscete il colpo di genio di Papa Pio XII, che ha rielaborato la liturgia del mistero dell'Assunzione per il 15 agosto e ha impostato, per la lettura del Vangelo, il racconto della Visitazione. Maria ha appena ricevuto il messaggio; è incinta da pochi giorni, poiché il Vangelo ci dice che è partita in gran fretta. Giuseppe è il suo sposo e, come dono di nozze, lei gli fa tre mesi di assenza e parte in gran fretta. Si è presa il tempo, tuttavia, di dirgli arrivederci, ma dev'essere stata una cosa molto rapida.
"Grande Vela spiegata nel Vento Pieno del Cielo "... Occorreva che portasse il messaggio più lontano, e più che il messaggio, lo splendore. Certo, Giuseppe era al corrente; certo, non fatto nulla per trattenerla; ha dovuto noleggiare un asino, o aggregare Maria a una carovana di pellegrini o mercanti diretti a Gerusalemme. Tuttavia, quando lo Spirito soffia, bisogna essere docili. Non si trattengono i santi. Guardate Giovanna d'Arco, che avventura ha vissuto quella ragazza! Occorreva che partisse, correndo un rischio incredibile! E lei va...
“Maria, risveglia in noi l'attenzione al Dio che parla”.
Florin Callerand
16 agosto 1994
Tradotto dal francese all’italiano da Guglielmo e Maria Rosa Del Gaudio
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