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Blog della Roche d’Or

Blog della Roche d’Or

Comunità della Roche d'Or a Besançon e Fontanilles

Pubblicato su da P. Florin Callerand
Con tag : #Testi di Florin, #canti

Qui abbiamo una singolare rivelazione sulla natura profonda di Dio e su questo soffio che diciamo veemente, potente con cui è rappresentato il vento della Pentecoste. È necessario capire che è la potenza, la forza, del respiro di una colomba, anche quando, dopo aver volato a lungo, la tenete tra le mani affannata. Questo non ha nulla a che fare con una bufera che strappa alberi e tetti.

La parabola di Gesù, che segue subito la proclamazione delle Beatitudini, le illumina tutte: "Voi siete il sale della terra. Ma se il sale perdesse il suo sapore, con cosa si salerà? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente!” (Matteo 5,13)

È lo Spirito che fa il sale, lo sala o lo risala! Ma questo fuoco, questo sale, questo potere, questo soffio sono della natura stessa della colomba senza fiele. Questi riferimenti non sono fantasiosi. Lo slittamento da un'immagine all'altra cattura la verità della personalità di Gesù, traboccante di Spirito Santo. Così possiamo entrare profondamente nell'intelligenza di questa beatitudine dell’umiltà, della dolcezza, della docilità, della pietà filiale e fraterna.

Ancora una volta Gesù fa il suo ritratto, quello di sua madre, quello dei suoi migliori discepoli. Celebra l'intima felicità dell'uomo del regno dei cieli che vive nel soffio delle ispirazioni dello Spirito Santo, facendone l'esperienza permanente!

La parola umiltà può essere tradotta anche con "docile" e ancora "insegnabile". È giusto, quando si pensa che il regno di Dio si stabilisca in un cuore solo quando quest’ultimo accoglie le ispirazioni dello Spirito. Questa beatitudine è quella dei profeti ispirati che si rendono conto che in loro c'è qualcuno che soffia, che suggerisce, che fa vedere, che assiste e al quale si risponde con un'accoglienza docile come un bambino che si lascia prendere per mano!

L'immagine biblica della canna deve essere ricordata qui nei suoi due sensi. Dio non comanda in modo secco. Parla. Non obbliga. Il suo bastone di comando non è armato con punte di chiodi per dare ordini incisivi. Il suo scettro è solo una canna, incapace di ferire con violenza e lividi. Ma è indistruttibile e continuerà a tornare alla carica. Dio non perfora le pareti con una trivella o un martello pneumatico ma a forza d'amore.

Il secondo senso dell'immagine della canna si applica alla sua straordinaria flessibilità. Il vento può devastare, distruggere o sradicare foreste di querce o abeti multi-secolari. Le canne si piegano, sdraiate a terra. Appena il vento avrà terminato di soffiare, si alzeranno irresistibilmente. Qui, vediamo come il più debole è il più forte. O come il veramente forte, vittorioso sarà quello la cui pazienza, la cui debolezza, alla fine prevarrà.

attraverso la pazienza", disse Gesù, "che otterrete il possesso della vita". (Luca 21,19) "La speranza non inganna", aggiunge Paolo, "perché l'amore di Dio è stato riversato nel nostri cuori dallo Spirito Santo che ci è stato dato... " (Romani 5.5) Nulla può resistere o fuggire o non cooperare un giorno o non portare frutti alla fine... O, santa docilità, eterna dolcezza della libertà!

Se, ora, andiamo oltre la parola "docile" per fermarci a quella di "insegnabile", scopriamo la più grande qualità celebrata nel Vangelo, come quella del regno dei cieli. La parola di Gesù torna insistentemente, in diversi modi:

"Il Regno dei Cieli appartiene ai bambini e a coloro che li assomigliano!"

         

Tutto ciò che è accaduto cronologicamente duemila anni fa continua sul piano mistico dentro ognuno di noi, dove il Cristo risorto ci ispira con l'effusione dei doni del suo Spirito.

La scena dell'annunciazione ci rivela come questa beatitudine degli ispirati, dei docili alla grazia, degli insegnabili alla parola di Dio, si applichi a Maria. Elisabetta non ha commesso alcun errore nel suo apprezzamento della gioia di Maria, che traspare nel suo semplice saluto: "Beata sei tu, tu che hai creduto nella parola che ti è stata detta da parte del Signore!". (Luca 1.45)

Questa beatitudine può diventare nostra a volontà. Perché non c'è nessuno in cui Dio non parli, se si ha l'anima di un bambino piccolo e un cuore vulnerabile, per ricevere il più piccolo respiro dello Spirito, come un grande vela aperta! Ma perché, allora, non ci sono più profeti nella Chiesa e nel mondo, perché così tanti uomini rinchiusi nella terribile solitudine della loro sordità interiore?

Una delle più grandi sofferenze di Maria, che accompagna Gesù, deve essere stata quella di scoprire che molti "non sentivano" ciò che Gesù stava dicendo. Possiamo essere sicuri che la felicità di ascoltare che si vedeva sul volto di Maria, la dilatazione dei suoi tratti, lo slancio del suo corpo verso il messaggio ascoltato deve aver sollevato molte domande.  

La beatitudine che si vede sul volto di chi ascolta veramente, non meno della fiamma che risplende negli occhi di chi parla mosso dall’ ispirazione, e il calore della convinzione che si sente sorgere da una profondità dell'esperienza di Dio, ecco cosa dovrebbe far sciogliere i cuori di ghiaccio!

Conosciamo il saluto, ispirato dallo Spirito, che Elisabetta dice a Maria: "Da dove mi è dato che la madre del mio Signore venga fino a me...? Sì, sei benedetta tu che hai creduto che ciò che ti è stato detto da parte del Signore si compirà!" (Luca1.43...45) È in quest'ultima parola che risplende, senza dubbio, la più grande bellezza della santità di Maria.

O Maria, elastica, flessibile come una canna sotto l'ispirazione dello Spirito, tutte le beatitudini del Vangelo ti si addicono. Ti descrivono perfettamente. Sembra anche che Gesù disegni le linee del tuo ritratto mistico! Ma forse la beatitudine della docilità è ciò che c'è di più bello in te, perché "sei una mano attiva nella mano del tuo creatore e del tuo Emmanuele, e hai fatto e fai ancora con lui delle Meraviglie!"

 

Florin Callerand, 17 gennaio 1991
"Un povero chiama, Dio risponde"  » © 2006,
Estratti p.106... 134

Tradotto dal francese all’italiano da Anna Sacchet

"Tu es béni, Dieu notre Père", CD Tissage d'or 5 (Communauté de la Roche d'Or)