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Cari amici,
"Eccola qui, la notte di Dio, da cui nascerà il giorno come un fuoco"... Quelli di voi che hanno già partecipato alle nostre liturgie natalizie, qui riconoscono le parole di una canzone che apre la nostra celebrazione notturna. Sì, eccola finalmente, questa notte tanto attesa... ma per la prima volta, lo celebriamo senza di voi. Ci riuniamo nel cuore delle nostre grotte, in ciascuna delle nostre case, e questa festa di un "Natale confinato" assume un significato più intimo: solo pochi intorno al presepe. Forse per meglio significare che Gesù nasce per tutti.
Il mondo intero è nella notte, quello della prova e della preoccupazione, e la nascita di Gesù, come fece 2000 anni fa, sembrerebbe non cambiare nulla. Solo pochi pastori, gli esclusi dall'epoca, si ritrovano avvolti nella chiarezza del Cielo, mentre il mondo segue il suo corso: oppressione del potere romano, miseria sociale, speranze disilluse... tanti motivi per rinunciare ad aspettare il giorno. Eppure, Dio viene, non come un imperatore che entra trionfalmente nella città conquistata, ma come bambino dato a una donna ed a un uomo. Mentre i sogni di potere possono sedurci, come la soluzione illusoria a tanti problemi, Dio ci offre lo spettacolo della sua vulnerabilità e della sua magnifica povertà. "Vi viene dato un segno", dicono gli angeli ai pastori, "un neonato avvolto e sdraiato in una mangiatoia": una predicazione inaugurale e già al vertice di un Dio "che non è l'Onnipotente che crediamo", come diceva Florin.
Sì, "Dio è nato bambino": questo il titolo della parola che vogliamo condividere con voi in questa festa di Natale, che è la trascrizione di una predicazione di Roger della notte di Natale 2017. Sguardo bello e intenso, consegnato da Roger, che ci fa entrare nella luce dolce della grotta di Betlemme, più forte della notte di questo mondo.
A ciascuna e ciascuno, da parte nostra, di tutti noi, vi auguriamo un molto bello e buon Natale!
Olivier Sournia le 25 dicembre 2020
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Dio è nato bambino!
Questo pomeriggio, mentre mi preparavo per questa Vigilia di Natale, salivano in me due parole: La prima apparentemente, non ha a che fare con il Natale. È un giorno in cui Gesù parla nel cortile del Tempio di Gerusalemme. I soldati vengono mandati ad arrestarlo. La gente è intorno a lui, piuttosto stretta, e i soldati sono costretti a farsi strada. Ma mentre si fanno strada lo sentono, lo ascoltano, e quando tornano a riferire sulla loro missione ai dottori della Legge che dicono loro: "Non lo avete portato?", questi uomini rispondono: "Mai, nessun uomo ha parlato come quest'uomo" [Leggi di più...]
Tradotto dal francese all’italiano da Anna Sacchet
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