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Di solito per la festa di Ognissanti vi giunge la nostra LETTERA AGLI AMICI DELLA ROCHE D’OR che accompagna l’invio dei programmi. Ogni anno, veniamo così a celebrare con voi l'anniversario della nostra Fondazione nella Visitazione di Maria a Florin il 1° novembre 1950. Siamo stati fondati in un Anno Santo, e i nostri giubilei si svolgono ogni volta nel cuore degli anni giubilari di tutta la Chiesa.
In questi giorni alcuni di voi sono preoccupati di non veder arrivare la nostra lettera. State tranquilli, vi arriverà nella seconda metà di novembre. Infatti, il 2025 sarà il nostro 75° anniversario. Per celebrarlo al meglio, per fare meglio memoria di queste Visitazioni di Maria che hanno fondato la nostra comunità, abbiamo voluto rivisitare la nostra storia dalle origini. Per le nuove generazioni che si uniscono a noi (membri della comunità, compagni e partecipanti ai ritiri) abbiamo voluto uno scritto che ne faccia memoria mentre gli attori e i testimoni di quei momenti possono ancora farlo. Quindi siate pazienti, le nostre lettere stanno per arrivare...!
Tuttavia, era impossibile per noi non unirci a voi attraverso questo blog per iniziare con voi questo anno giubilare. “Maria Vicinissima nella Gloria dell'Assunzione in Visitazione permanente al cuore delle coscienze”. Questo grido di felicità continua a echeggiare tra i muri delle nostre case da 75 anni! Attesta che la nostra grazia fondativa è quella di un incontro e la promessa che ognuno, in ogni momento, è visitato, conosciuto intimamente, incontrato. Nel suo vibrante commento alla Lettera ai Galati che siamo felici di condividere con voi, Roger ci dice ancora: «Il Vangelo è l'iniziativa di Dio che viene a rivelarci, nell'evento dell'incontro, la bontà che ha presieduto la nostra esistenza”.
In questi giorni molti di noi si recano al cimitero per lasciare un segno di tenerezza, di vicinanza alle persone care. Cos'è questo incontro? Che vestiti indossiamo per arrivarci? “Occorre che siate permeati, profumati della persona di Cristo!» ci dice Roger. Allora il dolore dell'assenza può incontrare l'emozione di una nuova presenza e alla fine chi è che fa visita all’altro ?
E se lungo la strada ci imbattiamo in decorazioni o travestimenti di Halloween, lasciamoci interrogare. Invece di gettare tutto nel lanciafiamme della critica del “tutto commerciale”, ho guardato più da vicino le origini di questa celebrazione. Ecco cosa ho scoperto: I Celti celebravano la festa di Samhain alla fine di ottobre. Credevano che durante questa notte i confini tra il mondo dei morti e quello dei vivi fossero aperti, che gli spiriti visitassero i loro cari e che indossassero costumi spaventosi per allontanare gli spiriti maligni. Negli Stati Uniti, le feste di Ognissanti e dei defunti, e le tradizioni di Samain portate dai migranti irlandesi e scozzesi, si sono intrecciate nel tempo...
Molti dei bambini che oggi corrono ridendo, travestiti da fantasmi, zombie o streghe, sono, per fortuna, lontani dalle pesanti angosce della festa di Samhain. Molti di loro, sicuramente non hanno ancora integrato il dolce e fresco incontro del Risorto nel mattino di Pasqua, quando le porte della morte sono sconfitte e non si chiuderanno più. La nostra fede lo sa, anche quando piangiamo coloro che non vediamo più. La vittoria è certa!
Roger ama lasciare parlare Paolo, una parola che attinge alla sua stessa esperienza e forse raggiunge la nostra: "È Cristo stesso che mi ha impregnato di lui e quello che dico di lui è la sua impronta. È lui che mi ha attirato nel suo cuore, è lui che mi ha presentato se stesso, è lui che mi dona in ogni momento, e tutto quello che ricevo da lui, lo ricevo come lui lo ha ricevuto. Anche lui sa cosa vuol dire ricevere nella debolezza.”
Nel momento in cui il Papa ci dà questa enciclica finale DILEXIT NOS che si dice testamentaria, ci piace accogliere il suo appello: “L'uomo dell'anno 2000 ha bisogno del Cuore del Cristo per conoscere Dio e conoscere se stesso; ne ha bisogno per costruire la civiltà dell’amore”.
Con tutta la comunità vi auguriamo una felice festa di Ognissanti, piena di incontri nel profondo del nostro cuore, dove il Cielo ci visita e ci consola.
Danièle Valès
Tradotto dal francese all’italiano da Guglielmo e Maria Rosa Del Gaudio
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Dimorate nella libertà del Cristo!
La lettera ai Galati, è la carta della libertà della Chiesa. Lutero diceva: “Lei è la fidanzata del mio cuore!” Fortunatamente abbiamo questa lettera nella Chiesa. È qui che Paolo dice che «Cristo è venuto per liberare la libertà prigioniera», e costantemente, in ogni epoca, vediamo di nuovo il controllo sulle coscienze come se Dio fosse un manipolatore. Le persone allora diventano inquiete a causa sua, per compiacerlo o per la paura di non piacergli... Tutto quello che vi inventate! Per questo Paolo scrive e là, è quanto di più terribile che accadrà nella Chiesa. [Continua a leggere...]
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