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Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna e soggetto alla legge di Mosè, per riscattare coloro che erano soggetti alla Legge e affinché noi fossimo adottati come figli. Ed ecco la prova che voi siete figli: Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, e questo Spirito grida “Abbà! ”, cioè: Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio, e poiché sei figlio, sei anche erede: questa è l'opera di Dio. (Galati 4,4-7)
Quando diciamo che “i tempi sono compiuti”, ciò significa, nel linguaggio biblico, che molto tempo è trascorso prima. Ciò significa che Dio, che sogna molto lontano, è obbligato non solo ad aspettare, ma a lavorare lungo tutta la storia del mondo per rendere possibile ciò che sogna, fin dall'inizio, nel profondo del suo cuore. “Il bene”, dice San Tommaso d’Aquino, “è una diffusione di se stessi”. Dio è obbligato a distribuire questa diffusione lungo innumerevoli secoli perché se non la distribuisse, imporrebbe il suo sogno e sarebbe l'instaurazione di una dittatura per sempre. Sappiamo che molti cristiani non conoscono ancora questa lentezza necessaria allo svolgersi del progetto di Dio, perché si sono ricevuti così tanti cattivi esempi nel corso della storia, che "si proiettano" su Dio questi cattivi esempi che fanno paura.
Affinché l’umanità, uscendo dalle inquietudini preistoriche dei tempi delle caverne, arrivi a considerare Dio come Padre, occorrono davvero dei secoli e dei millenni di preparazione. Ebbene, il compimento dei tempi è quando Dio finalmente vede che con Maria, con Giuseppe, con i Poveri di Yahweh in Israele, questa volta potrà donare suo Figlio. Era impossibile altrimenti.
Prendiamo una parabola, quella di un aereo che cerca di atterrare e non trova il suo terreno di atterraggio, cosa fa il povero sfortunato? La parabola finisce male, è evidente... Ci sarà un tragico incidente, uno spaventoso cappottamento, uno sfracello... Ma Dio cercava! Quindi guardate indietro alla storia di Israele: Sarah non avrebbe potuto essere lei? E Rachele, e Rebecca, e Debora, e Jaël, e Giuditta, ed Ester?... Dio cerca di atterrare. Ma in nessuna di queste donne c'è quello che serve, benché ci sia già un valore riconosciuto. Perché Dio possa mandare suo Figlio, è necessario il terreno appropriato ed è solo con Maria che allora Dio può dire, in tutta fiducia, in tutta serenità, in tutta pace profonda: «Ecco, il Figlio mio, te lo do, ho fiducia in te."
Quando un uomo, intenzionalmente, cerca di dare la fecondità a sua moglie, è perché è sicuro di poterle donare il suo seme ed il suo grano perché è lei, è unica per lui. Tra Dio e Maria, tra Maria e Dio, c'è un aggiustamento, una proporzione realizzata. Maria, Madre di Dio, è preceduta in lei da questa preparazione di tutto il popolo d'Israele da cui essa eredita e che, quando questa apparirà, la impregna dello Spirito Santo, il Femminile che è in Dio, il materno che è in Dio . Il grembo nel quale il Padre genera il Figlio, ecco, diventa un tutt'uno con il grembo di questa giovane figlia d'Israele. Per questo il Figlio di Dio non dovrà cambiare grembo, lasciare la sua condizione di Figlio di Dio nel seno del Padre in Ruah per stabilirsi nel grembo di Maria, perché il grembo di Maria e il grembo di Dio si stringono, si interiorizzano l’uno nell’altro ed è la capacità che rende Maria atta a fare l'impossibile, questa meraviglia delle meraviglie al di là di ogni sogno umano e che corrisponde al sogno di Dio.
Ecco ciò che celebriamo: questa pazienza di Dio attraverso i secoli. "Quando il tempo fu compiuto... quando il tempo giunse alla sua pienezza", questa espressione si riferisce ad una persona chiamata Maria, che è potenzialmente capace di dare a Dio la condizione umana. E nel giorno dell'Annunciazione, Maria passerà, come avrebbe detto san Tommaso d'Aquino, dalla potenza all'azione, e dopo ciò procede in continuità!
È vero che rimaniamo sconvolti quando guardiamo Gesù, nel vedere che Maria è stata capace di creare un simile capolavoro. Quando si frequenta il Vangelo, si rimane sempre più abbagliati e non si può non riportare su Maria questo splendore che vediamo in Gesù. Così che il cammino di Maria per andare verso Gesù è l'altro lato del cammino di Gesù che conduce a Maria. Entrambi i cammini sono uguali e si trova lo splendore dell'amore di Dio quando si sa che è per noi, in vista della nostra divinizzazione.
Allora il testo di san Paolo dice ancora questo: Ora tu ne hai la prova, non sei più uno schiavo, cioè un essere che ha paura, ha paura della frusta e del bastone, che è servile di mentalità... ma tu sei figlio, pienamente figlio, sei libero, ricevi il dono dello Spirito Santo, sei erede per la grazia di Dio. Questo è quanto, tu sei della casa di Dio. Tu sei a casa tua e Dio è a casa sua presso di te! Ci siamo! La mentalità dello schiavo, la mentalità della paura, del timore, tutto questo è svanito! Noi siamo a nostro agio con il nostro Dio come Gesù sta a suo agio con il Padre, come Gesù sta a suo agio con Maria! Sta quindi a noi osare giocare il gioco della libertà! E’ la buona notizia tra tutte questa relazione di figlio con Dio.
Poiché Maria lo sa, le chiediamo di continuare l'esercizio della sua maternità su di noi. Ci mettiamo alla scuola di Maria, Madre di Dio, Madre di Gesù, Madre di Giovanni, Madre nostra. Quindi è lei che ci dice: “Se venite a me, allora l’anno sarà buono!”
Florin Callerand
1 gennaio 1991
Tradotto dal francese all’italiano da Guglielmo e Maria Rosa Del Gaudio
Lorsque vint la plénitude, CD Tissage d'or 2 (Communauté de la Roche d'Or)
Per vedere il testo della canzone in francese "Lorsque vint la plénitude"
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