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Dio Molto... piccolo! Queste tre parole vertiginose sono il titolo del ritiro che Olivier predica in un tempo in cui, ogni giorno, è Natale. Parole così controcorrente che ci costringono a sederci, a fare silenzio e a interrogarci, ad ascoltare il mormorio della notte del mondo e del mattino che arriva... È Natale!
Nella cappella, nel nostro presepe, una proiezione di diapositive della vita del mondo scorre giorno e notte. Foto dei drammi della terra e degli uomini, queste immagini che hanno bruciato i nostri schermi durante tutto l'anno, si alternano a quelle delle gioie e delle speranze che ci hanno risollevato, consolato, entusiasmato. La prossimità del Bambino Gesù attira le centinaia di volti che scorrono sullo schermo. Al di là delle statuette di gesso e della tecnologia digitale, il nostro cuore, la nostra preghiera quotidiana nelle celebrazioni dell'Eucaristia e la permanente prossimità della Presenza reale, realizzano nell’invisibile degli incontri dei quali solo il Dio Bambino e Sua Madre conoscono il segreto.
Entriamo in un nuovo anno celebrando Maria Madre di Dio. È la nota che riunisce la partitura cantata in questa ottava di Natale, è anche quella che ci condurrà nell’accompagnarci a Gesù durante tutto l'anno. È vero, ci piace cantarla, ma forse oggi questo ritornello risuonerà un po’ più profondamente in tutti noi:
“Ci ha radunati nel suo manto di tenerezza,
Colei che cammina con noi da sempre,
Nostra Signora di ieri, di oggi e di domani
Che affida nelle nostre mani il Dio Bambino. »
È con gioia e gratitudine che lasciamo Florin accompagnare ciascuno nel testo che vi proponiamo: “Dal momento che Maria lo sa, le chiediamo di continuare l'esercizio della sua maternità su di noi. Ci mettiamo alla scuola di Maria, Madre di Dio, Madre di Gesù, Madre di Giovanni, Madre nostra. Quindi è lei che ci dice: “Se venite a me, allora l’anno sarà buono!”
Con lui, Roger e Françoise, con Olivier e tutta la comunità, vi auguriamo un anno di Grazia e di Pace e vi ringraziamo di continuare a fare il cammino con noi.
Danièle Valès
Tradotto dal francese all’italiano da Guglielmo e Maria Rosa Del Gaudio
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Con Maria, i tempi sono compiuti : Dio può donare il suo Figlio!
Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna e soggetto alla legge di Mosè, per riscattare coloro che erano soggetti alla Legge e affinché noi fossimo adottati come figli. Ed ecco la prova che voi siete figli: Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, e questo Spirito grida “Abbà! ”, cioè: Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio, e poiché sei figlio, sei anche erede: questa è l'opera di Dio. (Galati 4,4-7)
Quando diciamo che “i tempi sono compiuti”, ciò significa, nel linguaggio biblico, che molto tempo è trascorso prima. Ciò significa che Dio, che sogna molto lontano, è obbligato non solo ad aspettare, ma a lavorare lungo tutta la storia del mondo per rendere possibile ciò che sogna, fin dall'inizio, nel profondo del suo cuore. [Continua a leggere...]
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