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Ci siamo separati la sera di Natale e ci incontriamo di nuovo la mattina della Resurrezione! In questi tre mesi, tra questi due grandi tempi liturgici, c'è tutto il Vangelo. C'è anche tutto lo spessore delle nostre vite, personali, familiari e comunitarie. C'è la vita del nostro mondo, il suo peso delle guerre e il peso, anche se più tenue, della pace e della riconciliazione. Ma infine, quale peso dell'anima ha pesato su di noi il Vangelo in questi mesi? Dal Bambino della mangiatoia al Risorto dell'orto pasquale, come si sono insinuati nell'intimità delle nostre vite la freschezza di Nazaret, il sole delle strade della Galilea o lo spettacolo del Calvario? I cammini degli spazi liturgici sono magnifici, ci fissano appuntamenti sorprendenti, sempre uguali, sempre anche nuovi, perché ci abita Colui che ci invita lì.
Per un curioso concorso di circostanze, il cosiddetto "Dibattito sul fine vita" ha accompagnato queste settimane di ascesa verso la celebrazione del mistero pasquale, verso la contemplazione della "Passione-Morte-Resurrezione del Cristo". In questa mattina di Pasqua, in un momento in cui il grido "Cristo è risorto" rimbomba su tutta la terra, è impossibile dimenticare la reazione mediatica e i suoi discorsi vertiginosi...
Questi dibattiti sono impastati di sofferenza, paura e grida. Com'è delicato mettere piede in questa intimità ultima che è la nostra morte. Ma quanto è violento il dibattito quando lascia il posto della coscienza per entrare in quello delle leggi, del lecito e del proibito. Che cambiamento nel linguaggio quando la richiesta di scegliere la propria morte sostituisce quella di vivere bene la propria morte.
Qualche settimana fa, Hubert Allemand ha dato a La Roche d'Or il primo "Weekend "Repères" (Punti di riferimento) dal titolo "Punti di riferimento per un'etica in connessione con il Vangelo". Siamo usciti più consapevoli di essere stati invitati per la prima volta all'appuntamento della nostra coscienza; la nostra coscienza abitata da un Altro che si unisce a noi sui nostri sentieri, che lo riconosciamo o meno. Consapevoli anche che si tratta soprattutto di essere una presenza per l'altro, una promessa di accompagnarlo fino alla fine della strada, soprattutto quando prende in prestito quella della debolezza, dell'impotenza e della perdita. Alla domanda che una persona cara ci farà presto, risponderemo "Scegli" o "Sono qui, fino alla fine della strada della tua vita qualunque essa sia"?
È strano dirci che per tanto tempo la testimonianza della fede dei cristiani è stata quella di non tirarsi indietro di fronte alla morte, verranno dei tempi in cui sarà il momento della scelta di vivere fino alla fine della propria vita. Ciò presuppone e ci impegna a lavorare sodo affinché questa scelta sia realisticamente, sociologicamente, medicalmente possibile per tutti coloro che lo desiderano.
È abitata da tutto questo, che in questa nuova mattina di Pasqua, nel silenzio del giardino, mi piace ascoltare e sentire il Risorto avvicinarsi a noi con queste parole: "La pace sia con voi". Non siamo forse in queste ore come i discepoli, con tutte le porte chiuse? Il loro apprendimento è nostro, come ci dice Florin: "Questo passaggio dall'esteriorità all'interiorità è una famosa novità nella storia dell'umanità". Questa è la nostra storia oggi, in questo 21º secolo e nei suoi dibattiti. Ognuno di noi, a sua volta, fa questo apprendimento della Presenza.
« Ed è certo che Giovanni inizia una novità di esistenza condivisa con Gesù che gli parla donandogli lo Spirito Santo, mentre Pietro non è ancora là... È solo la sera del giorno di Pasqua che Pietro scoprirà che è abitato: con tutte le porte e le finestre chiuse, ecco che si rivela la Presenza. »
Buona Festa di Pasqua!
Danièle Valès
Tradotto dal francese all’italiano da Guglielmo e Maria Rosa Del Gaudio
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Un'esperienza che cambia la vita...
La Resurrezione non pone forse problemi molto difficili da risolvere? Passare dall'esterno all'interno è un problema quando ci si trova di fronte a una casa. Bisogna ancora passare attraverso la porta. E, naturalmente, quando si è fuori, si è fuori, quando si è dentro, si è dentro! Bisogna passare da uno stato all'altro. [Continua a leggere...]
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