Durante la celebrazione della Cena del Signore nel marzo del 2018, padre Roger Robert commenta il vangelo della lavanda dei piedi.
Vangelo di Gesù Cristo secondo San Giovanni (13, 1-11)
"Prima della festa di Pasqua sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, Gesù, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando già il diavolo aveva messo nel cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, l'intenzione di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre ha messo tutto nelle sue mani, che era venuto da Dio e a Dio ritornava, Gesù si alzo da tavola, depose le vesti e preso un canovaccio e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò l’acqua in un bacino e cominciò a lavare i piedi dei suoi discepoli e ad asciugarli con il panno di cui si era cinto. Arrivò dunque davanti a Simon Pietro e questi gli disse: "Tu, Signore, vuoi lavarmi i piedi". Gesù gli disse: "Quello che voglio fare, tu non lo sai ora. Più tardi capirai.” Pietro disse: "No, non mi laverai i piedi. No, mai!” Gesù rispose: "Se non ti lavo, tu non avrai alcuna parte con me". Allora Simon-Pietro gli disse: "Allora, Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e la testa se vuoi". E Gesù gli disse: "Quando hai appena fatto il bagno, non hai bisogno di lavarti. Siamo tutti puri. Voi stessi siete puri. Ma no, non tutti”. Sapeva, infatti, chi l'avrebbe consegnato ed è per questo che ha detto: "Non siete tutti puri". Dopo aver lavato loro i piedi, riprese le vesti e tornò al tavolo e disse: "Capite quello che ho appena fatto? Mi chiamate Maestro e Signore e avete ragione, perché lo sono. Se, allora, io, Il Signore, Il Maestro vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi l'un l'altro. Questo è un esempio che vi ho dato affinché come ho fatto io, facciate anche voi".

Stasera, in tutte le chiese cristiane, c'è questa lettura del Vangelo e questa particolare liturgia. Conoscete questo testo che descrive l’evento accaduto quella notte. Forse non sapete cosa ha fatto Gesù…? Lo vediamo grazie a Pietro, questa cosa non si faceva. In Oriente, quando qualcuno arriva a casa vostra, aveva camminato e poteva avere polvere sui piedi. Ed era un'abitudine, un gesto di accoglienza, di ospitalità: di solito si chiedeva ad un adolescente o ad un ragazzino, di versare l’acqua sui piedi di colui che era appena arrivato. Si deve essere stati in Oriente per sapere cosa vuol dire, quando si è stanchi a causa del caldo e si arriva da qualche parte. Il primo bisogno che si ha è quello di essere rinfrescati. Quindi si portava l'acqua e si faceva questo gesto...
Come fece Gesù? Che cosa accadde in lui per prendere questo gesto, di un piccolo che lava i piedi degli altri, per parlare ai suoi discepoli; certamente per dire loro qualcosa che non avevano capito. In ogni caso, questo gesto andava contro tutto ciò che si faceva all’epoca! Pietro lo fa sentire bene: "Tu, il Maestro, lavarmi i piedi? Oh, no! Non mi laverai i piedi. No, mai! ". E Gesù dirà: "Se non ti lavo, non abbiamo più niente da fare insieme..." poi Pietro dice: "Oh, se è così, non solo i piedi, ma anche le mani, la testa..." E Gesù gli dice: "Ma, no, Pietro, ti precipiti sempre! La parola che vi ho dato, quello che vi ho detto e che avete accolto, stando vicino a me, vi ha lavato interiormente. "Siete tutti puri... perché quello che avete udito vi ha impregnati. La vita, la mia, ne siete impregnati." Non si tratta di lavarsi i piedi "così" per lavarseli ... "Siete puri a causa della parola che vi ho dato... La sua parola ci lava, nel senso che essendo presi da Lui, non avanziamo a caso. "La mia parola vi abita e sentite la presenza di mio Padre in me per voi. "
E allo stesso tempo, Gesù si ferma: "Ma, non tutti". E la sua voce si rompe un po': "Non tutti. Uno di voi mi tradirà". Un’emozione lo prende al pensiero che uno dei suoi, un intimo, quello che il Padre gli ha dato, lo tradirà. C'è un dramma: come è possibile? Un intimo! Non sono coloro che lo prenderanno dopo, lo tortureranno per poi crocifiggerlo, loro sono degli esecutori. Ma è un intimo... È un grande dolore quando qualcuno vicino a te ti rinnega, ti tradisce.
Questo gesto, lo si faceva una volta sola all’arrivo, ma ora, sono tutti già riuniti quindi perché Gesù ha usato questo gesto che si fa per gli ospiti di passaggio? Ci deve essere stato qualcosa dietro questo gesto che Gesù ha pianificato e che li ha scioccati. Se seguiamo la tradizione dell'evangelista Luca, i discepoli avevano litigato perché Gesù stava parlando della sua partenza e hanno iniziato a dire: "Chi continuerà l’opera? Litigavano per sapere chi fosse il più grande e chi ora avrebbe preso il comando". E secondo San. Luca, di fronte a questo desiderio di apparire, Gesù interverrà e inventerà questo gesto. Perché sente come una sorta di febbre nei suoi discepoli e ciò che si deve vivere quella notte, non è nell’ordine della ricerca della gloria, del più grande! "Chi è il più grande? " Si chiedono. Non sanno, sono presi nelle valutazioni, i criteri della gente: c’è qualcuno di grande, qualcuno che domina, qualcuno che ha il potere. Questo è il mondo. Si vuole brillare, avere la stima degli altri, c'è questo bisogno di apparire... e loro ci sono dentro. E Gesù si dice: "Ma ancora?" Così inventa questo gesto per questo gruppo di persone che è intorno a lui e questo gesto durerà un bel po'!
Quando sento questa lettura, mi viene in mente un ricordo. Ho soggiornato per due anni in un monastero benedettino nel Nord del Libano. Un giorno, a tavola, i monaci iniziarono a litigare ferocemente: grida, insulti gli uni contro gli altri. Il padre priore cercava di calmarli, ma anche lui riceveva invettive e la situazione si scaldava davvero! Noi che eravamo ospiti dei monaci, assistevamo a questa aggressività e ci chiedevamo come sarebbe andata a finire? Non avevamo visto che un monaco era scomparso, quello che si disprezzava un po': il padre Jean-Marie, era un alauita. Era lì per fare le riparazioni, per prendersi un po’ più cura degli studenti. Un uomo discreto, buono, apparentemente senza molta istruzione, ma in realtà, era molto istruito! E mentre il tono aumentava molto e noi eravamo un po' pietrificati, chiedendoci cosa fare, il padre Jean-Marie arriva con una bacinella e un panno. Si inginocchia davanti al Priore, lì sotto il tavolo, gli toglie le scarpe, i calzini e inizia a lavargli i piedi. E passò così davanti ad ogni monaco... e loro tacquero. Tacquero perché videro il gesto di Gesù ... Anche gli apostoli litigavano. Videro il gesto di Gesù fatto da questo piccolo monaco. E anche noi che eravamo spettatori eravamo presi da ciò che stava accadendo. Non si disse nulla. Ci fu un silenzio... questi uomini rivedevano il gesto di Gesù.
Quando l'hai sperimentato, capisci meglio. E 'stato sorprendente vedere questo gesto di Gesù, oggi, fatto da un piccolo! Perché Gesù fece quel gesto? Questo gesto che è il gesto di un bambino o di uno schiavo? "Mi chiami Maestro e Signore, sì, io lo sono. Se, allora, io il Maestro e il Signore ho fatto questo gesto, anche voi fatelo tra di voi ". Ecco il grande ribaltamento del Vangelo.
In un altro momento Gesù dirà: "Ci sono persone che sono dei politici, si fanno chiamare 'Signore', 'Maestro, e governano il mondo...E tutti provano venerazione per loro. O altri che hanno i soldi e con i loro soldi fanno delle cose interessanti e importanti allora si fanno chiamare 'benefattori'. "Tra di voi, niente di simile! Il più grande è quello che serve." Avete qui un ribaltamento di tutti i valori umani, ciò che noi chiamiamo 'grandezza', 'merito', 'reputazione'… Alla gente piace avere queste venerazioni! Gesù viene e ribalta tutti i valori umani legati alla grandezza, secondo i quali ci dovrebbero essere persone che comandano e persone che obbediscono. Il più grande è il più piccolo... Gesù stasera inaugura un nuovo modo di apprezzarci. Stiamo cercando una forma di riconoscenza?
Alla fine della prima metà del suo vangelo, Giovanni nota che Gesù rimane in una certa solitudine perché, anche coloro che lo conoscevano non osavano dichiarare che erano con lui, avevano paura di essere respinti. E Giovanni disse: "Amavano di più la gloria che viene dagli uomini di quella che viene dall'Unico". È per questo che Gesù non è stato riconosciuto. E in quel momento, l'ha gridato: "Non è me che rifiutate, è colui che mi ha mandato... per portarci lontano da queste cerimonie alla fine delle quali non c'è più nulla. Tutti moriamo..." E Gesù dice "Vengo perché tu possa avere una vita e una vita che non scompaia". C'è un ribaltamento interiore: quello che diciamo "grande" è davvero “grande”? In ogni caso, ci fa porre la domanda: Cosa sto cercando? Essere visto dagli uomini o entrare nell'intimità del mio Dio?
È per questo che sono commosso. Mi piace sentire che lo Spirito mi conduce, mi piace sentire l'anima di Gesù, ho bisogno di sentire la sua anima. Imparare delle cose su di lui, sì ne ho imparate, ma non è questo che lo fa amare! È quando senti la sua anima... Giustamente, Giovanni è sul petto di Gesù: ha bisogno di sentire la sua anima. Quando si ama qualcuno, si ha bisogno di sentire la sua anima. Il giorno in cui non si sente più l'anima dell'altro, appaiono le distanze.
Così, quella sera, c’è un clima particolare tra i discepoli. Giovanni, all'inizio di questo testo, dice: "Prima della festa della Pasqua, sapendo che era giunto il momento per lui di passare da questo mondo a suo Padre..." Nel vangelo, spesso vediamo questa parola tornare: è "l’ora di Gesù". "Non è la mia ora" dice a Maria. "La mia ora non è ancora arrivata"... Ma ora è arrivata! "Ora è giunta l’ora di passare da questo mondo a suo Padre”, Gesù sa che morirà e Giovanni scrive con questa consapevolezza che da gli anni, la memoria. "Gesù amando i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine", non c'è diserzione in Dio nella relazione con qualcuno. Dio non può togliere il suo amore, non può farlo! L'unica cosa che Dio sa fare e che ci trasmette, "l'arte di Dio", è proprio il donarsi. Quando amiamo, vogliamo dare la nostra vita e dare la vita a coloro che amiamo. "Allora Gesù, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò e andò fino alla fine" fino alla fine.
Allora Giovanni dice: " Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo nel cuore di Giuda l’intenzione di tradirlo...". Giuda sarebbe stato rassicurato che Gesù usasse la grandezza che viene dagli uomini. Ma Gesù non fa nulla e Giuda dirà: “Cosa succede? È timido, bisogna forzarlo! "Non accetta l'atteggiamento di Gesù e lo metterà alle strette, lo costringerà a rivelarsi: o è vero quello che dice e quindi non si potrà mettergli la mano addosso, oppure quello che dice non è vero e vedremo che non è poi così potente... Allora è qui, secondo Giovanni, che Gesù inventa questo gesto. Per averlo sperimentato, vi dico che è davvero commovente un essere umano ai vostri piedi, che fa questo gesto. Per te? Un essere umano in ginocchio che fa questo gesto ?... È molto toccante. Ed è il gesto di Dio. È il gesto di Dio… "Avendo amato i suoi, li amò fino alla fine."
P. Roger Robert
Tradotto dal francese all’italiano da Anna Sacchet
"Jésus Christ voici nos vies d'hommes", CD Tissage d'or 2 (la Roche d'or)
Per vedere il testo della canzone in francese "Jésus Christ voici nos vies d'hommes"
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