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Blog della Roche d’Or

Blog della Roche d’Or

Comunità della Roche d'Or a Besançon e Fontanilles

Pubblicato su da Danièle Valès
Con tag : #Giorno dopo giorno

Cari amici,

Oggi le porte della Roche d'Or finalmente si aprono per accogliervi! Le Fontanilles ci hanno preceduto venerdì con il ritiro di Olivier. Quattro mesi senza ritiri... In 70 anni, dalla nostra fondazione nel 1950, non era mai accaduto. Per dare il benvenuto ai cinquanta partecipanti al Ritiro Lavoro-Condivisione di stasera, siamo tentati di prendere in prestito ad Hélène, la nostra ruandese, il suo saluto "Waramutse", che può essere tradotto: "Che gioia che tu sia vivo!". Perché, chi non ha tremato per una persona cara o per se stesso, chi non ha rabbrividito davanti alle immagini dei mass media che molti hanno fretta di dimenticare? Ecco perché offriamo questo testo, un estratto dalla lettera di risposta di Florin nel novembre 1997:

" Nel mondo di oggi, si può dire che non c’è essere umano che viva il tempo presente o pensi all’avvenire nell’incoscienza." Florin inizia con queste parole, queste righe scritte cinque mesi prima della sua morte, in una consapevolezza acuta del brevissimo tempo che la sua leucemia gli avrebbe lasciato prima del grande passaggio... Sapendo questo, le parole improvvisamente si vestono di una densità stringente, anche perché questo testo è stato, infine, il suo ultimo scritto indirizzato alle persone che vengono ai ritiri.

Il ritrovo con voi, alla fine del confinamento, non è forse abitato da mille domande e ricordi, dalla necessità di parlarne e dalla necessità di dimenticare, da un desiderio feroce che tutto sia finito, che sia oramai dietro di noi, e dall'evidente paura che non sia finita qui?

In ognuno di noi la gioia di ritrovarvi dopo le prove, terribili per alcuni di voi, va di pari passo con il dolore di non poter aprire fisicamente le braccia per un abbraccio. Vogliamo, pero`, accettare una sfida: tra le tante linee guida sanitarie che mettiamo in atto, mentre le parole d'ordine sono "gesti barriera" e "distanza sociale", vogliamo vivere in una vicinanza e in una rinnovata ospitalità.

Abbiamo passato ore a preparare la vostra venuta. Mi piace condividere con voi questo estratto dalla lettera di Jean-Luc di ieri sera:

"Il tempo del deconfinamento è più perturbante in un certo senso che il momento del confinamento stesso, durante il quale le barriere erano più fisse... Abbiamo trascorso gran parte della serata, preparando le misure concrete alle quali una casa come la nostra è soggetta, con norme specifiche per la cappella, la sala conferenze, la sala da pranzo, ecc. Ci sono una moltitudine di dettagli vincolanti da prendere in considerazione soprattutto quando li presenteremo ai nostri ospiti, soprattutto con "scioltezza" cioè… l'umanità prima di tutto.

Fa un certo che rivedere alcuni amici, sentire lo slancio impulso naturale di baciarli e abbracciarli dopo questo lungo periodo di assenza, e, all'ultimo momento, frenarsi in extremis ...per rispettare le distanze sanitarie. È ora che l'impercettibilità e l'invisibilità del nemico è più subdola perché, al limite, tra di noi, il rispettare questi vincoli ci dà l'impressione di fare una sorta di messa in scena divertente di fronte a...a chi? Eppure, le statistiche ce lo dicono, questa bestiolina sta facendo di tutto per recuperare terreno li` dove può. Una casa come la nostra è particolarmente "bersagliabile" e questo ci impone di essere ancora più vigili. “ 

Proprio come abbiamo attinto dal tesoro del nostro patrimonio i testi, la parola da condividere con voi con il blog, allo stesso modo attingiamo dai tesori del dono dell'ospitalità, tanto caro al cuore di Roger, la possibilità di trasformare per ciascuno i vincoli sanitari in un percorso di attenzione all'altro, di delicatezza fraterna e di immenso rispetto per la sua vita.

Danièle Valès
 

Tradotto dal francese all’italiano da Anna Sacchet