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“Il valore delle cose non è nella durata,
ma nell’intensità con cui accadono.
È per questo che esistono dei momenti indimenticabili,
delle cose inspiegabili e delle persone incomparabili”
Fernando Pessoa
L'ondata di caldo che ci opprime in questi giorni ci rende improvvisamente consapevoli della nostra incredibile fragilità. Pochi gradi in più e siamo inchiodati a terra, rannicchiati nei più piccoli angoli d'ombra o a guardare con invidia i pesci dispensati dal risalire a respirare l'aria torrida in superficie. A questo si aggiunge la sensazione che il nostro Quoziente d’Intelligenza stia precipitando bruscamente e che la forza di gravità della Terra stia aumentando. Tutto questo per pochi gradi in più ai quali nessuno sfugge, nemmeno i più incalliti "scettici del clima".
Christiane, una delle più anziane della comunità, aveva un padre fabbro e le piace raccontare la storia di come, quando lui si scottava durante la forgiatura, vi applicava immediatamente sopra un ferro rovente, "Il fuoco uccide il fuoco", diceva. Non facciamo forse noi la stessa cosa con le nostre penne termiche, che applichiamo sulle punture d'insetto e che bruciano la puntura, uccidendo il dolore e il prurito? Sì, è vero, il fuoco uccide il fuoco. Ma di che tipo di fuoco stiamo parlando? Di quale intensità stiamo parlando?
Tutte le sere, i telegiornali ci mostrano i terribili incendi che devastano migliaia di ettari di foresta, spazzando via case, riducendo in cenere i ricordi e le tracce di un'intera vita, quando non sono le vite stesse a essere prese. Stringiamo i pugni, impotenti di fronte a tanta angoscia e ammirando il coraggio delle migliaia di "soldati del fuoco".
Eppure osiamo parlare il linguaggio di un altro incendio, ed è per questo che, in questa festa del 15 agosto, in questo sfolgorio dell'Assunzione di Maria, siamo felici di condividere con voi questo commento di Florin sul grande arazzo della cappella. Chi conosce, o ricorda, contemplandolo, i tanti commenti entusiastici che Florin ne ha fatto?
“Negli anni 1967-68, quando questa cappella della Roche d'Or era appena stata costruita, chiesi a Padre Maurice Morel di venire ad animarla con un'opera d'arte... Lui seguì un ritiro, parlammo a lungo insieme e lui visse praticamente in questa cappella per tre settimane senza sosta, sognando... Allora gli dissi: "Vedi, stai collegando la visione del terzo capitolo dell'Esodo, il Roveto Ardente, con Maria nell'Assunzione, il roveto verdeggiante!" Ed ecco il capolavoro che ne venne fuori!”
Chi di noi sa che la nostra cappella è quella di Maria Assunta? Sì, è proprio questo il suo nome, quello che le ha dato Florin! Per questo ha voluto e amato questo arazzo. In questi tempi difficili che stiamo vivendo, è bene per noi riscoprire questa intensità di visione, ricordare le parole di Florin:
Per questo ho voluto tanto che nella cappella avessimo questo roveto che esprime non solo il mistero di Israele, come ho appena detto, ma, estrapolando a partire da Israele, l'intero mistero del cosmo. Il mondo è indistruttibile, il mondo ha la sua fonte nel Dio che zampilla, e non c'è una singola forma di Creazione, per quanto innumerevole, che non abbia qualcosa – qualunque sia la tonalità, blu, rosso, oro, bianco – che non abbia la sua originalità, la sua eternità assicurata e il suo dispiegarsi, in una danza favolosa.
In questa settimana di ritiro sulla Celebrazione Mariana, ci piace attingere a queste parole come a un grido di vittoria: "ROVETO VERDEGGIANTE DELLA GLORIA, TUTTO VIVIFICATO DALLA LINFA DELL'AMORE, accendi in noi il fuoco che non distrugge e la fiamma che trasfigura".
Con Olivier e tutta la comunità, una buona festa in Maria, così vicina nella Gloria dell'Assunzione, in una Visitazione permanente nel cuore delle nostre coscienze.
Danièle Valès
Tradotto dal francese all’italiano da Guglielmo e Maria Rosa Del Gaudio
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Il roveto sempre verdeggiante: l’arazzo della cappella…
L'arazzo della Roche d'Or è un'opera grandiosa e piena di significato, ed è un'opera d'arte di grande valore! Essa è opera del Padre Morel: Maurice Morel, un connazionale di Ornans, la terra di Courbet, discepolo di Picasso e Rouault, grande critico d'arte e artista di classe.
Essendo diventati amici nel 1967-68, quando questa cappella della Roche d'Or era appena stata costruita, gli chiesi di venire ad animarla con un'opera d'arte. [Continua a leggere...]
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La goccia d’acqua del colibri : Piccola storia di….lama!
Bene, siamo lieti di annunciare che Mouchette, Capucine, Indiana e Gypse (14 anni) sono arrivate da noi il 4 agosto. Di età compresa tra … e 14 anni, queste "nonne lama" hanno trovato, secondo la loro proprietaria, uno spazio tranquillo... [Continua a leggere...]
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