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In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsaida. Delle persone gli portano un cieco e lo supplicano di toccarlo. Gesù prese per mano il cieco e lo condusse fuori dal villaggio. Gli mise della saliva sugli occhi e gli impose le mani. Gli chiese: “Vedi qualcosa?” "Alzando lo sguardo, l'uomo disse: "Vedo persone: sembrano alberi che vedo camminare. » Allora Gesù gli impose di nuovo le mani sugli occhi; questo cominciò a vedere normalmente, si ritrovò guarito e vedeva tutto chiaramente. Gesù lo rimandò a casa, dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio». » Marco 8, 22-26
Abbiamo detto che il sottotitolo di questo ritiro era: "Diventare dei mistici altrimenti siamo perduti", diventare veggenti di Dio nella realtà per essere "collaboratori di Dio" nella stessa realtà. Altrimenti è come se fossimo ciechi, è come se fossimo sordi, è come se quello che diciamo fosse non so quale borbottio indistinto! Molte persone parlano davvero per non dire granché, per dire assolutamente nulla...! Ecco perché entrare nella vita mistica vi darà occhi che vedono in profondità, orecchie che penetrano il senso fino in fondo, una bocca che esprime il vostro intimo e lo condivide, è il Dono dei doni che Gesù Cristo porta agli uomini con la sua venuta sulla terra!
Se leggete i Vangeli, siete portati a fare questa osservazione: Gesù non è innanzitutto un guaritore, Gesù è uno che si prende cura: viene a fare dei bagni oculari affinché le pupille, le cornee si sviluppino, viene a togliere il cerume dalle orecchie, viene a mettervi sulla lingua la vera saliva di Dio. Di cosa si tratta? Si tratta del fatto che l'Uomo è riempito delle ispirazioni dello Spirito Santo e, grazie a questo Spirito Santo, vede profondamente, nell’intimo; grazie a questo Spirito Santo, egli può sentire il senso segreto, nascosto; grazie a questo Spirito Santo egli si esprime e dialoga con i suoi fratelli…!
Diversamente, trovate degli uomini che non sono altro che chiacchieroni, uomini che sentono, ma la cosa non li tocca per niente, uomini che vedono, ma la cosa scivola in superficie! Guardano, ma non penetrano dentro. Quindi, Gesù è il guaritore degli occhi, il guaritore delle orecchie, il guaritore della lingua... Ovunque, è anche il guaritore delle membra: nel Vangelo ci sono tanti paralitici di cui Gesù si prende cura! Allora, insegna loro a camminare, il che non significa affatto che queste persone non sapessero camminare... Oggi, tra noi, ci sono tanti paralitici che non sono sulla sedia a rotelle... Quelli che sono sulla sedia a rotelle forse camminano molto meglio delle persone che hanno entrambi i piedi, entrambe le gambe a loro completa disposizione.
Tutti noi andiamo da Gesù per essere "aperti"... Lui è Dio fatto uomo: è "L'Aperto" per eccellenza! I suoi occhi sono talmente aperti che vede, le sue orecchie sono talmente aperte che ascolta la Parola del Padre nel profondo del suo cuore, la sua bocca è talmente aperta che esprime parole sensate, figurate, paraboliche, intelligenti, intelligibili. Tutto ciò che dice ribolle dentro di lui, Gesù è accogliente e comunicativo. E’ da ciò, da cui veniamo a farci guarire al suo contatto ed è così che diventeremo degli uomini mistici...!
Vediamo anche, nei Vangeli, Gesù in difficoltà. Leggo, in san Matteo e in san Marco, la guarigione di un cieco. Gesù non c’è arrivato in un solo colpo: è uno dei miracoli più sensazionali di Gesù! Lui gli mette le mani sugli occhi, gli apre le palpebre: "Cosa vedi?" Allora l'uomo risponde - questo accade nei pressi di Gerico -: «Vedo gli uomini, ma sono come alberi che camminano». Questa è la parola testuale del Vangelo. Allora, nella prima visione, vedete il piccolo mistico che quest'uomo sta per diventare: vede sfocato, non vede molto bene... "Si direbbero degli alberi che camminano ma potrebbero benissimo essere degli uomini... Non si sa, ma, comunque, è buffo...!" Poi, dopo, vede pienamente, distingue gli alberi dagli uomini... ecc. Questo vuol dire che l'accesso alla vita mistica è progressivo.
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Teilhard de Chardin vi dirà che è necessaria una preghiera insistente, continua, per chiedere lo Spirito Santo. Questa è davvero la cosa principale, la cosa essenziale, la cosa capitale: la pazienza nella preghiera, la preghiera paziente... Così si diventa sempre di più mistici. Ma noi, abituati al tocco di una bacchetta magica, vorremmo diventare mistici così ! Voltiamo una pagina, ed è fatta! Puoi sempre correre...
La vita mistica si impara, si educa. È come un germe, un chicco di grano che si mette nella terra, marcirà, farà spuntare le sue radichette, un piccolo gambo e crescerà lentamente, ci vorranno sei mesi per arrivare alla spiga e al momento del raccolto. Lo stesso vale per la vita mistica, e per fortuna che è progressiva. Ma sarà tanto più lento dal momento che tutti noi nasciamo mistici da bambini, attraverso il battesimo, attraverso il primo dono di Dio, e poi per la cattiva grazia degli adulti, dei genitori, dei religiosi, dei sacerdoti, degli insegnanti, dell'ambiente in cui viviamo, i bambini diventano adulti in modo storto, adulti che hanno perso la spontaneità del cuore e la preghiera permanente nell'accoglienza. Quindi, ovviamente, occorre fare il lavoro due, tre, quattro volte... E non vi meravigliate se dopo due giorni di ritiro non sarete ancora diventati dei mistici. Doppia pazienza, tripla pazienza! Ma è fondamentale!
Nel raccontarvi queste cose, sto affermando l'ovvio. Vi rimando a voi stessi. Secondo le parole di san Gregorio di Nissa, occorre che voi generiate voi stessi, che diventiate i vostri stessi genitori. Allora, ascoltate il consiglio, accogliete il consiglio interiore, la frequentazione di questa donna sensazionale, piena di visione, piena di ascolto, piena di parole: Maria d'Israele, Maria del Magnificat. Non ne facciamo economia ed è per questo che la mettiamo "in tutte le salse"... È Lei, è Gesù che, dal di dentro, ci mettono le dita nelle orecchie tante volte, ci aprono le palpebre tante volte, ci mettono la saliva sulla lingua tante volte, per farci uomini spirituali, cioè pneumatologici, pieni di Spirito Santo, che vedono Dio, che ascoltano Dio, che parlano di Dio nella realtà. Ma se smettiamo di pregare, se smettiamo di chiamare, se smettiamo di ricevere, presto non faremo altro che guardare, ascoltare... e poi blaterare! Vedete quindi come la nostra formazione mistica sia un evento multiquotidiano! Ed è per questo che Teilhard de Chardin dice: "Esercitiamoci fino alla sazietà!" Allora, non siete ancora alla sazietà, tutt'altro: mettiamoci al lavoro!
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Iniziamo questa giornata rivolgendoci al Signore per dirgli: «Aprimi, aprimi!» Ma Gesù ci dirà: "Dì, non penserai davvero che passerò la mia vita a liberarti le orecchie, vero? Non potresti pulirti le orecchie da solo?" Capite? Pregare che qualcun altro faccia tutto al posto vostro è il modo più mostruoso e assurdo di pregare, ed essere sicuri di non essere esauditi! Mettetevi al lavoro e sarà fatto! C'è una bellissima massima di Sant'Ignazio di Loyola nei suoi Esercizi: "Prega come se Dio facesse tutto, agisci come se Dio non facesse nulla!" Mettete insieme queste due frasi e il gioco è fatto... Gesù vi aprirà, ma apritevi voi stessi, chiamando e lavorando su voi stessi, per penetrare nel significato intimo. Non mollate il manico troppo in fretta prima di aver zappato tutta l'aiuola! Andate fino in fondo!
Florin CALLERAND
29 settembre 1994
Tradotto dal francese all’italiano da Guglielmo e Maria Rosa Del Gaudio
Avance et mange le feu
Per vedere il testo della canzone in francese "Avance et mange le feu"
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